Il Canavese è terra di castelli. Su quasi ogni collina dell'Anfiteatro Morenico spunta una torre, un muro merlato, una residenza nobiliare. Da Montalto Dora i due più vicini e famosi sono quello del paese, sul monte Crovero, e il Castello di Masino, gestito dal FAI. Ma basta allargare un po' il giro per trovarne altri, molto diversi tra loro: una reggia sabauda, un borgo fortificato ricostruito nell'Ottocento, una fortezza trecentesca in città e le rovine affacciate su due valli. Ecco quattro mete per una o due giornate di gita.
Il Castello Ducale di Agliè, una residenza reale
Il più grandioso è il Castello Ducale di Agliè, che fa parte delle Residenze Reali Sabaude, Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1997. Il nucleo più antico risale al XII secolo; a metà Seicento il conte Filippo San Martino d'Agliè avviò la trasformazione della fortezza in dimora signorile. Nel 1763 il castello fu acquistato dai Savoia per Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese, figlio di Carlo Emanuele III, che fece avviare un vasto progetto di ammodernamento coinvolgendo anche il borgo: la chiesa parrocchiale venne collegata al castello da una galleria.
All'interno si contano oltre trecento stanze, con appartamenti reali arredati, e intorno si stende un grande parco sistemato in forme romantiche nell'Ottocento, con giardini disposti su terrazze. Molti lo riconosceranno come set della fiction «Elisa di Rivombrosa». La visita agli appartamenti richiede di norma la prenotazione: orari e modalità sono pubblicati sui canali ufficiali del Ministero della Cultura.
Il castello di Pavone, il sogno di Alfredo d'Andrade
Il castello di Pavone Canavese, a sud di Ivrea, ha una storia affascinante. Le sue origini sono antichissime: tra il IX e il X secolo intorno alla chiesa di San Pietro fu costruita una cinta difensiva, e da lì nacque il complesso fortificato. Nei secoli successivi fu più volte ricostruito, poi gravemente danneggiato dalle guerre del Cinquecento e, dopo le invasioni napoleoniche, ridotto quasi in rovina.
A salvarlo fu Alfredo d'Andrade, l'architetto portoghese che dedicò la vita ai castelli del Piemonte e della Valle d'Aosta e che restaurò anche il castello di Montalto Dora. Acquistato il castello a fine Ottocento, lo ricostruì ispirandosi alle fortezze canavesane e valdostane, arrivando a riutilizzare parti di altri edifici. I lavori furono completati dopo la sua morte dal figlio Ruy, e oggi d'Andrade riposa proprio qui. Il castello, monumento nazionale, è di proprietà privata: il colpo d'occhio migliore è da fuori, guardandolo dalla campagna con le torri che emergono sul colle.
Il Castello delle Rosse Torri di Ivrea
Nel cuore di Ivrea, vicino al Duomo, si alza il castello voluto nel 1358 da Amedeo VI di Savoia, il Conte Verde, per controllare la città e il Canavese. Il nome con cui è conosciuto, «castello dalle rosse torri», viene da un verso di Giosuè Carducci. Le torri angolari erano quattro, ma nel 1676 un fulmine colpì la polveriera custodita in una di esse: l'esplosione causò vittime e danni in città e fece crollare la torre, che non fu più ricostruita per intero.
Dal Settecento fino al 1970 il castello fu usato come carcere. Dopo un lungo restauro promosso dal Comune è tornato visitabile: per aperture, visite e mostre consultate il sito del Comune di Ivrea. È la tappa perfetta da abbinare al centro storico e al sito UNESCO olivettiano, raccontati nella pagina su Ivrea.
Castellamonte, rovine e ceramica
Più a ovest, verso le valli Orco e Soana, c'è Castellamonte. In cima alla collina restano le rovine del castello dei conti San Martino, e da lassù la vista spazia sulle valli, sulle colline e sulla pianura. In paese vale una sosta la Rotonda Antonelliana: Alessandro Antonelli, l'architetto della Mole di Torino, progettò qui una grandiosa chiesa parrocchiale, avviata nel 1842 e mai completata, di cui restano il grande muro circolare e parte delle colonne.
Castellamonte è anche la città della ceramica, famosa per le sue stufe in terracotta rossa. La Rotonda ospita spesso le opere della Mostra della Ceramica: per date e sedi dell'esposizione fate riferimento al Comune di Castellamonte.
Agliè, Pavone, Ivrea e Castellamonte si possono combinare in un paio di giornate, alternandole ai laghi e ai sentieri. Dopo il giro, tornare a Casa Marche a Montalto Dora significa ritrovare il proprio castello di casa, sul colle sopra il Lago Pistono. Altre idee nella pagina dei dintorni.
Una base per le gite in Canavese
Casa Marche è un appartamento di 95 mq a Montalto Dora con tre camere da letto, due bagni e parcheggio gratuito su strada: comodo per muoversi tra i borghi del Canavese.