Se c'è un momento dell'anno in cui Ivrea cambia volto, è il Carnevale. Lo Storico Carnevale di Ivrea non è una semplice sfilata in maschera: è una festa civica, con un cerimoniale preciso e personaggi che la città attende per mesi, e culmina nella Battaglia delle Arance, tre giornate in cui le piazze del centro si riempiono di colore, di tamburi e di agrumi. Lo si vive in inverno, nelle settimane che precedono la Quaresima, e chi soggiorna nel Canavese lo ha praticamente sulla porta di casa.
Una storia di ribellione e di libertà
Al centro del Carnevale c'è una leggenda: quella di Violetta, la figlia del mugnaio che si ribellò al tiranno e liberò il popolo dall'oppressione feudale. Ogni anno una cittadina la interpreta: è la Vezzosa Mugnaia, il simbolo della festa, che sfila nel corteo accanto al Generale e al suo Stato Maggiore, agli Abbà, ai pifferi e ai tamburi e alle altre figure del cerimoniale.
Il racconto mescola epoche diverse: la rivolta medievale, i richiami alla Rivoluzione francese e al Risorgimento si intrecciano nei costumi e nei riti. Alcune cerimonie, come la Zappata e l'Abbruciamento degli Scarli, sono documentate per iscritto fin dall'inizio dell'Ottocento nei verbali del Carnevale. Gli scarli sono pali di legno ornati da piccole bandiere, piantati nelle piazze delle parrocchie e bruciati la sera dell'ultimo giorno: un rito che segna la fine della festa.
La Battaglia delle Arance
Secondo la tradizione, un tempo i signori del luogo distribuivano fagioli al popolo, che li gettava dalle finestre in segno di disprezzo. Con il tempo, probabilmente nel corso dell'Ottocento, ai fagioli si sono sostituite le arance. Oggi la battaglia rappresenta lo scontro tra il popolo in rivolta e le armate del feudatario: da una parte gli aranceri a piedi, divisi in squadre, ciascuna con la propria divisa e la propria piazza; dall'altra gli aranceri sui carri trainati da cavalli, protetti da maschere e imbottiture.
La battaglia si combatte nelle tre giornate finali del Carnevale, la domenica, il lunedì e il martedì grasso, nelle piazze del centro storico come Piazza di Città, Piazza Ottinetti, il Borghetto, Piazza del Rondolino e Piazza Freguglia. Per proteggere le facciate, la città riveste i palazzi con reti e pannelli: basta passeggiare per il centro nei giorni precedenti per accorgersi che qualcosa di grande sta per succedere.
Fagioli, polenta e merluzzo
Il Carnevale si vive anche a tavola, e in modo molto popolare. Nelle settimane della festa i rioni organizzano le fagiolate, con la distribuzione dei fagioli grassi cotti a lungo in grandi pentoloni, un richiamo ai fagioli della tradizione. Il Mercoledì delle Ceneri, a festa ormai conclusa, la tradizione vuole la distribuzione di polenta e merluzzo in piazza: un modo semplice e conviviale per salutarsi fino all'anno successivo.
Consigli per viverlo da spettatori
La Battaglia delle Arance è coinvolgente ma anche fisica: le arance volano davvero, e nelle piazze dove si combatte la folla è fitta. Qualche accorgimento aiuta a godersela con serenità:
- indossate abiti vecchi e scarpe comode, che possano sporcarsi senza rimpianti;
- mettete il berretto frigio rosso e restate dietro le reti di protezione, lasciando lo spazio della battaglia agli aranceri;
- con i bambini piccoli scegliete i punti più tranquilli, oppure seguite il corteo storico e le cerimonie, che sono altrettanto suggestivi;
- arrivate con anticipo: nelle giornate clou il centro è molto frequentato e l'accesso può essere regolato.
Oltre alla battaglia, vale la pena dedicare tempo al corteo storico e alla città stessa. Ivrea, riconosciuta dall'UNESCO come città industriale del XX secolo, merita una passeggiata con calma anche lontano dai giorni di festa: trovate qualche spunto nella pagina dedicata a Ivrea.
Date e programma: dove informarsi
Il Carnevale segue il calendario liturgico, per cui le date cambiano ogni anno: in genere la festa si concentra tra febbraio e inizio marzo, con la battaglia nelle ultime tre giornate prima del Mercoledì delle Ceneri. Il programma completo, le modalità di accesso al centro nelle giornate della battaglia e le regole per il pubblico vengono pubblicati dalla Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea sui suoi canali ufficiali: consultateli prima di partire, insieme al sito del Comune di Ivrea.
Dopo una giornata tra arance e tamburi, tornare a Montalto Dora è una piccola tregua: Casa Marche, con le sue tre camere e la cucina attrezzata, è il posto giusto per rimettersi in forze, magari con una cena semplice tra amici o in famiglia, prima di tornare in piazza il giorno dopo.
Il Carnevale a pochi chilometri
Casa Marche a Montalto Dora ospita fino a 6 persone in 95 mq con tre camere e due bagni: una base comoda per vivere le giornate del Carnevale e tornare al caldo la sera.