Cesti di vimini e bancarelle di artigiani ai piedi delle antiche mura romane di Aosta durante la Fiera di Sant'Orso
Fiera di Sant'Orso nel centro storico di Aosta — foto: Patafisik · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

C'è un appuntamento che, a fine gennaio, porta migliaia di persone ad Aosta nonostante il freddo: la Fiera di Sant'Orso. Si svolge ogni anno il 30 e il 31 gennaio ed è una delle fiere dell'artigianato più antiche d'Italia, con una storia che si fa risalire a circa mille anni fa. Per chi soggiorna nel Canavese è una gita alla portata: da Montalto Dora, Aosta si raggiunge in circa un'ora, risalendo la valle della Dora Baltea.

Una fiera nata intorno a una chiesa

La fiera è nata nel borgo medievale di Aosta, nella zona intorno alla Collegiata di Sant'Orso. La tradizione racconta che il santo, vissuto in epoca altomedievale, donasse ai poveri del borgo abiti e "sabot", le tipiche calzature in legno della Valle. Proprio per questo i sabot sono ancora oggi uno degli oggetti simbolo della fiera, e non è raro vederli esposti accanto a lavori molto più elaborati.

Con il passare dei secoli, la fiera si è allargata ben oltre il borgo di partenza. Oggi occupa l'intero centro storico della città, dentro e lungo il perimetro delle mura romane, con circa mille artigiani che espongono e vendono le loro opere lungo strade e piazze.

Cosa si trova tra le bancarelle

La Fiera di Sant'Orso è prima di tutto una vetrina dell'artigianato di tradizione valdostano. Camminando per il centro incontrerete:

  • sculture e oggetti in legno intagliato e tornito, dalle statuine agli attrezzi da lavoro;
  • lavori in pietra ollare, ferro battuto, cuoio e vimini, come i cesti che riempiono intere piazze;
  • il drap, il tessuto di lana lavorato a mano su telai tradizionali, e i pizzi, tra cui quello di Cogne;
  • oggetti per la casa, scale in legno, botti, slitte e culle, insieme a tanti piccoli oggetti della tradizione contadina e montana.

Gli artigiani professionisti trovano spazio nell'Atelier des Métiers, allestito in piazza Chanoux, dove espongono e vendono i loro manufatti. Durante le due giornate c'è anche un padiglione dedicato all'enogastronomia, per assaggiare i prodotti tipici della Valle.

La Veillà. La notte tra il 30 e il 31 gennaio si chiama Veillà: le vie del centro restano illuminate e affollate fino all'alba, tra bancarelle aperte e un'atmosfera di festa. È il momento più suggestivo della fiera, ma anche il più freddo: copritevi bene.

Consigli per la visita

L'ingresso alla fiera è libero. Le date sono fisse, il 30 e il 31 gennaio, indipendentemente dal giorno della settimana: se cadono nel fine settimana l'afflusso è particolarmente alto. Qualche indicazione pratica per goderla senza stress:

Partite presto al mattino, così da trovare con più facilità parcheggio e strade meno affollate. Durante la fiera vengono predisposti parcheggi gratuiti assistiti alla periferia della città; in alternativa, Aosta è raggiungibile anche in treno o in autobus. Vestitevi a strati e con scarpe adatte al freddo e a eventuali tratti ghiacciati: si passano molte ore all'aperto. Infine, se pensate di acquistare qualcosa di voluminoso, come un cesto o un oggetto in legno, lasciate spazio in auto per il ritorno.

Orari, programma, eventi collaterali e indicazioni sui parcheggi vengono pubblicati ogni anno dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta sul portale turistico ufficiale e dall'ufficio dedicato all'artigianato di tradizione: consultateli prima di mettervi in viaggio. Durante la fiera sono attivi anche alcuni punti informativi, per esempio in piazza Chanoux, presso l'Ufficio del Turismo vicino alla Porta Praetoria e all'Arco di Augusto, all'ingresso est della città.

Una giornata in Valle d'Aosta

La fiera è anche un'ottima occasione per scoprire Aosta, con il suo centro di origine romana, la stessa Collegiata di Sant'Orso e le antiche mura che fanno da sfondo alle bancarelle. Se la giornata è limpida, la strada del ritorno lungo la valle regala scorci sulle montagne innevate. Chi ama la neve può approfittare del viaggio per altre mete invernali della Valle, come Pila, raggiungibile da Aosta, o Gressoney-Saint-Jean, nella valle del Lys, due mete della Valle d'Aosta facili da abbinare a un soggiorno nel Canavese.

Al rientro nel Canavese, la sera, il riscaldamento di Casa Marche e una cena preparata con calma nella cucina attrezzata sono il modo migliore per chiudere una giornata passata al freddo, magari con qualche nuovo oggetto in legno da sistemare in valigia.

Dal Canavese alla Valle d'Aosta

Da Montalto Dora Aosta si raggiunge in circa 1 ora: Casa Marche, con riscaldamento, Wi-Fi e cucina attrezzata, è un punto di partenza comodo anche per le gite invernali.